Il libero professionista non ha le tutele del lavoro dipendente: niente TFR, malattia retribuita limitata, copertura previdenziale spesso modesta. Una polizza vita e infortuni costruita su misura colma queste lacune, proteggendo il reddito proprio e quello della famiglia in caso di morte o invalidità.
Oltre al caso morte, per chi lavora in proprio contano le garanzie su invalidità permanente e inabilità temporanea, che intervengono quando una malattia o un infortunio impediscono di esercitare la professione. Vediamo come impostare una copertura efficace e fiscalmente vantaggiosa.
Come funziona la copertura
La TCM prevede il pagamento di un capitale ai beneficiari se l'assicurato decede entro la durata del contratto: il premio è contenuto perché non ha componente di risparmio. La garanzia di invalidità permanente eroga invece un capitale all'assicurato stesso quando la capacità lavorativa scende sotto una soglia indicata in polizza.
È possibile inserire clausole di esonero dal pagamento dei premi in caso di inabilità, così la copertura resta attiva anche se l'attività si interrompe temporaneamente.
Cosa valutare prima di firmare
Verifica con attenzione il questionario sanitario: dichiarazioni incomplete possono portare al rifiuto della liquidazione. Confronta le esclusioni (sport pericolosi, patologie pregresse) e valuta la rivalutabilità del capitale. Sul piano fiscale, i premi delle polizze con copertura caso morte e invalidità permanente grave danno diritto a una detrazione IRPEF entro i limiti annui previsti dalla normativa.
Tabella di sintesi dei parametri
| Livello di copertura | Franchigia/Scoperto | Massimale indicativo | Garanzie principali |
|---|---|---|---|
| Completa | € 250 – € 500 | Elevato | RC + danni diretti + assistenza |
| Intermedia | € 150 – € 250 | Medio | RC + eventi principali |
| Base | minima | Minimo di legge | Sola responsabilità verso terzi |
Domande frequenti
Proteggere il reddito, non solo la vita
Per chi lavora in proprio il rischio più sottovalutato non è il decesso, ma l'invalidità che blocca l'attività per mesi lasciando le spese intatte.
Se domani non potessi lavorare per un anno, chi pagherebbe lo studio e il mutuo?
Domande frequenti
Perché un professionista dovrebbe avere una polizza vita?
Perché senza tutele da lavoro dipendente, un evento grave può azzerare il reddito da un giorno all'altro. La polizza vita protegge i familiari in caso di decesso e, con le garanzie su invalidità e inabilità, tutela lo stesso professionista quando non può più lavorare per malattia o infortunio.
I premi sono fiscalmente detraibili?
Le polizze con copertura caso morte e invalidità permanente grave danno diritto a una detrazione IRPEF entro i limiti di legge. Le condizioni e i massimali variano nel tempo: conviene farsi confermare dal commercialista l'importo detraibile in base alla normativa fiscale dell'anno in corso.
Cosa copre la garanzia di inabilità temporanea?
Indennizza con una diaria o un'indennità il periodo in cui il professionista è temporaneamente impossibilitato a lavorare per malattia o infortunio. È particolarmente utile per chi non ha entrate sostitutive durante lo stop, a differenza del lavoratore dipendente coperto da malattia retribuita.
Posso abbinare vita e infortuni in un'unica polizza?
Sì, molte compagnie propongono soluzioni modulari che combinano caso morte, invalidità permanente da infortunio e malattia, e inabilità temporanea. Per un libero professionista è spesso la formula più efficiente, perché concentra in un contratto le tutele che il lavoro autonomo non garantisce.
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